Trascrizione del video:
Como City of Craft and Folk Art: "We are creative, we are Como"

Il video si apre su di uno sfondo nero con la scritta bianca “Como for change-makers sharing creative energies for resilient communities” in basso a destra. La scritta si dissolve e lascia spazio al sottotitolo “10+1 key factors”.

Scomparso il sottotitolo, compare un brevissimo fotogramma in bianco e nero raffigurante un operaio che lavora al telaio. Si alternano a veloci scorci in dissolvenza della città di Como oggi (come il primo bacino del Lago di Como, la statua di Alessandro Volta e il monumento Life Electric) immagini in bianco e nero di operai che lavorano la seta utilizzando macchinari d’epoca, un chiaro richiamo alla tradizione serica comasca. 

Sull’immagine di un’ampia veduta del primo bacino, con un grande specchio d’acqua in una serena e limpida giornata, compare in sovrimpressione il logo di Como City of Crafts & Folk Art (che ritrae la lettera “c” di Como di colore azzurro composta da sottili fili che richiamano la seta). Con un veloce zoom che avvicina lo sguardo dall’acqua alla terra ferma, un crescendo musicale porta l’attenzione alle mani di un direttore d’orchestra. Si apre così una serie di immagini a colori che richiamano la moderna lavorazione della seta e compare, con scritta bianca in basso a destra, il primo key factor “1 cultural heritage”. Dopo la dissolvenza della scritta, si susseguono immagini a colori raffiguranti telai e macchinari per la tintura e il fissaggio del colore con il richiamo alla produzione di un tessuto raffigurante la bandiera italiana. Sul tricolore italiano che dissolve si apre l’immagine di un’immensa villa sulla sponda del lago. Di fronte alla facciata della villa una fila alternata di uomini e donne uniti tra le loro mani dal medesimo tessuto raffigurante la bandiera italiana. L’inquadratura si allontana lasciando la villa sempre più sullo sfondo e portando l’attenzione su di una vista emozionante dello specchio d’acqua. Mentre la musica continua ritorna l’immagine, stavolta in viso, del direttore d’orchestra che con il suo gesto conduce alcuni violinisti posizionati sulla balconata di una grande villa. Di nuovo l’inquadratura si allontana, stavolta ancor più velocemente, e lascia spazio ad una visuale dall’alto di tre motoscafi riva che solcano le acque verdi del lago, tutti e tre sventolando la bandiera italiana. 

Con un veloce cambio di immagine compare, con scritta bianca in basso a destra, il secondo key factor “2 inclusion and resilience”. Dopo essere scomparsa la scritta, sullo sfondo una catena umana di persone che, come nella precedente scena, sono legati dalle bandiere tricolori. Le acque del lago sullo sfondo. Con un veloce zoom al contrario inizia una carrellata di fotogrammi a colori raffiguranti decine di bachi da seta, telai e macchinari storici per le varie fasi della lavorazione oggi conservati presso il Museo della Seta di Como.

Sempre con scritta bianca in basso a destra compare il terzo key factor “3 sustainability”. La scritta scompare. Sullo sfondo l’immagine di una donna che con la mano destra accarezza delicatamente il prato. Subito dopo si scorgono i suoi occhi azzurri da vicino e lei che si accarezza dolcemente i capelli per poi passare la mano sul proprio abito di colore rosa con un disegno floreale ricamato. Si susseguono veloci immagini, a ritmo incalzante della musica, raffiguranti svariati tessuti di pregio dai mille colori.

Viene introdotto il quarto key factor con scritta bianca in sovrimpressione: “4 international cooperation”. La scritta scompare e con un continuo zoom-in e zoom-out di inquadrature vengono mostrati da un lato gruppi di persone intente a svolgere una manifestazione nel parco verde di una grande villa, con strumentisti ad arco e costanti richiami al tricolore italiano, dall’altro vengono passati in rassegna scorci di tessuti quali foulard e cravatte e di volumi storici, come il “Manuale del tessitore” sulla lavorazione della seta.

Compare il quinto key factor “5 education and research”. La scritta scompare. sullo sfondo uno scorcio del cortile interno dell’Università degli Studi dell’Insubria e un veloce zoom sull’ingresso di un’aula recante il cartello con la scritta “Cattedra UNESCO”.

Viene introdotto il sesto key factor “6 innovation”. La scritta scompare. Dietro la scritta in sovrimpressione un giovane ricercatore che sta progettando a computer un macchinario tecnologico. Seguono diverse immagini che ritraggono l’utilizzo di tecnologie digitali per la produzione di nuovi tessuti. Continuano i richiami alla seta e a svariate tipologie di tessuti: colorati, in tinta unita o caratterizzati da fantasie e disegni.

In basso a destra compare il settimo key factor “7 clean energy challenge”. La scritta scompare. Sullo sfondo il lungo lago sul quale dei giovani ragazzi partecipano ad una competizione di corsa. Vengono inquadrate velocemente due imponenti ville del Lago di Como: Villa Carlotta e Villa Balbianello. Tornano a tenersi per mano, attraverso le bandiere italiane, un gruppo di donne in un enorme prato verde circondato da alberi. Mentre la musica continua vivace, viene mostrato il dettaglio della mano di una donna di mezza età che ricama una fantasia a mano con ago e filo. La bandiera italiana che, in vari formati e grandezze costituisce il filo conduttore del video, torna, ma stavolta nella forma di un’enorme stola che viene trasportata per le vie del centro storico cittadino da un gruppo di persone che indossano abiti che ricordano una ricorrenza medievale. L’enorme bandiera viene portata in tutto il centro sino ad arrivare dinnanzi alla cattedrale in Piazza del Duomo.

Compare l’ottavo key factor in sovrimpressione in basso a destra “8 awareness”. La scritta scompare. Si susseguono alcune immagini raffiguranti le acque del lago dall’alto e una piccola imbarcazione per la pesca, un tessuto di pregio con una fantasia bianca su sfondo blu scuro con dettagli rossi che ritrae due pesci di lago e di nuovo torna il gruppo di persone intente a celebrare un’importante ricorrenza locale.

È la volta del nono key factor che compare, sempre in basso a destra, con la scritta in sovrimpressione “9 identity”. La scritta scompare. Fanno da sfondo immagini di manichini che sfoggiano abiti eleganti e di pregio, dai colori argentati e dorati. Segue un’inquadratura dall’alto dell’immenso parco di Villa Olmo e un’inquadratura della sua facciata e della fontana antistante. Subito l’immagine passa a mostrare la lavorazione di un telo di seta sopra il quale viene stampato, in bianco e nero e con un colore azzurro molto acceso di una delle cupole, il Duomo di Como.

Il decimo key factor compare in sovrimpressione con la scritta “10 respect”. La scritta scompare. Sullo sfondo una veduta, dal palco reale, del salone centrale del Teatro Sociale di Como. A destra e a sinistra i palchi, al centro il palcoscenico e il sipario tirato. Un cambio di scena mostra un uomo intento a remare su di una Lucia, imbarcazione storica tipica del lago. L’inquadratura diventa più ampia mostrando le verdi acque del lago e tante altre imbarcazioni simili che solcano la superficie al tramonto del sole. Da qui si susseguono svariate immagini che ritraggono scorci della costa del lago e delle sue acque, prima dal basso e poi dalle montagne circostanti, le facciate di alcune ville e le opere scultoree in esse conservate come patrimonio culturale, violinisti che animano i porticati delle ville con i loro strumenti e la loro musica.

Compare in sovrimpressione, nella parte bassa e centrale dello schermo, la scritta in stampatello maiuscolo “Creativity”. Questa volta la scritta rimane impressa. Sullo sfondo un immenso parco verde. Subito dopo viene mostrato il dettaglio di un disegno che viene minuziosamente colorato a mano con un pennello, e a seguire la medesima azione compiuta attraverso l’utilizzo di un supporto digitale e di un’apposita penna. La scritta in sovrimpressione recante la parola “Creativity” si dissolve sul gesto di chiusura dell’intervento musicale da parte del direttore d’orchestra. La musica sembra interrompersi, ma lascia un leggero sottofondo. Compare un’ampia veduta del Lago di Como e, subito dopo, il dettaglio della mano di un uomo che, con un pennarello azzurro, disegna la scritta “We are creative, we are Como” su un grande vetro a cui fanno da sfondo le acque del lago e i principali monumenti della città. La musica si interrompe lasciando solamente un leggero suono riconducibile all’acqua che si infrange contro una superfice.